Sconfitto il ‘Nosecco’, la 'parodia' analcolica del vino Doc italiano: dovrà cambiare nome

Vittoria in tribunale del consorzio di tutela del Prosecco, che ha fatto causa contro le cantine francesi che hanno lanciato sul mercato una bevanda 'ispirata' al frizzante veneto e friulano

Nel Regno Unito è già diventato un prodotto ‘cult’ tra gli amanti delle bevande analcoliche, tanto da essere citato da una nota giornalista televisiva che ha ricevuto una bottiglia in regalo dopo essere diventata astemia. Ma il ‘Nosecco’, bevanda analcolica frizzante imbottigliata dal produttore francese Las Grands Chais, dovrà trovare un altro nome commerciale dopo una decisione dei giudici britannici. A intervenire in difesa del marchio Prosecco, che contraddistingue il popolare vino bianco imbottigliato in Veneto e Friuli-Venezia-Giulia, è stato il Consorzio di tutela della denominazione di origine controllata del re delle bollicine made in Italy. 

Il successo

Le origini del Prosecco risalgono a centiania di anni fa e l'uso del suo nome è protetto dalla legge europea dal 2009. Nel corso del dibattimento, i rappresentanti del vino italiano hanno fatto presente che le esportazioni nel Regno Unito sono decuplicate dagli 11 milioni di bottiglie vendute nel 2011 ai 125 milioni nel 2018.

L'idea del Nosecco

La passione degli inglesi per le bollicine ha ispirato le cantine francesi Les Grands Chais a lanciare nel 2017 un ‘vino’ frizzante analcolico dal nome ‘Nosecco’ per suscitare attenzione da parte dei bevitori che volevano le bollicine a zero gradazione. Il critico enogastronomico Jilly Goolden ha definito il Nosecco come un bouquet al sapore di “gomma da masticare e mandarini” che “va bene per una festa di non bevitori”.

Il nome

Dall’impresa che produce la bevanda fanno sapere che il nome Nosecco non è un’imitazione del celebre vino italiano, ma solo la crasi tra ‘no’ e ‘secco’, per indicare il gusto dolce della bevanda. Ma i francesi non sono stati in grado di motivare la scelta di scrivere “Edizione speciale” in italiano sull'etichetta e nemmeno le parole “Spumante” e “da Angelo Taurini” ben visibili sulla bottiglia.

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La decisione

Elementi che hanno convinto i giudici a definire la bevanda analcolica una “parodia del Prosecco”, che crea confusione con il vino tutelato dalle regole Ue ancora vigenti nel Regno Unito nonostante la Brexit. 

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